La visita oculistica: quando effettuarla

La visita oculistica




 

Di norma una visita oculistica ogni uno o due anni è sufficiente a prevenire importanti patologia oculari. Casi particolari, come un bambino in età puberale, si richiede almeno due controlli l’anno. Ma i controlli per verifica­re la salute dell'occhio iniziano già in ospeda­le alla nascita. Esistono comunque delle tappe obbligate in cui eseguire un controllo oculistico.

■ ALLA NASCITA. Dopo il parto, viene eseguito il primo controllo oculistico spesso dallo stesso pe­diatra dell'ospedale; proiettando con una pila o con un oftalmoscopio una luce sull’occhio, la presenza del riflesso rosso retinico esclude la presenza di opacità del cristallino di natura congenita e quindi forme di cataratta congenita ed indirettamente una normalità della retina stessa. Nei bambini nati pretermine richiedono invece un controllo specialistico più approfondito avvalendosi così della consulenza dell’oculista per una particolare osservazione del fondo oculare al fine di escludere patologia retiniche o vitreali maggiormente presenti nei bambini pretermine.

NEI MESI SUCCESSIVI. il pediatra eseguendo prove di stimolazione visiva accerta se il bambino è in grado di seguire il dito, convergere con gli occhi e mantenere la convergenza. Il pediatra è in gradi di valutare la presenza di forme di congiuntivite catarrale e trattarle con adeguata terapia topica ed ancora la

E’ possibile ricorrere a piccoli trucchi per sondare la capacità visiva del bambino:  se si copre per un istante un occhio e il bambino non si agita, vuol dire che con l'altro occhio ci vede, se invece cerca di sfuggire all'ostacolo significa che c'è un problema, da approfondire dall'oculista. Entro il primo anno di vita, anche se il bam­bino non è in grado di collaborare, una visita oculistica è raccomandabile e permette di valutare l'eventuale presenza di malattie congenite (come cataratta, glauco­ma, strabismo) e la presenza di importanti difetti di vista.

■ A TRE ANNI. Escluse con i primi controlli altre patologia oculari congenite, successivamente l'oculista deve con­trollare, intorno ai tre anni, che non ci sia ambliopia, cioè un deficit visivo causato per lo più da una forte discrepanza del potere  visivo fra i due occhi, dovuta in genere a ipermetropia o astigmatismo che possono portare all’occhio pigro o ambliope.

■ A QUATTRO ANNI. E’ l’età in cui è possibile effettuare una prima vera visita oculistica grazie alla collaborazione de bambino. E’ un’età, fino ai sei anni, in cui l’occhio ed il cervello sono molto elastici ed eventuali problemi di refrazione possono essere affrontati con notevoli risultati funzionali. È proprio in questa età che è possibile effettuare tutte le tappe della visita oculistica come l’esame alla lampada a fessura, l’oftalmometria,

ETA’ PUBERALE durante questa fase è importante valutare la condizione visiva perché, specie nei miopi, si assiste ad un peggioramento visivo legato proprio alla fase di sviluppo. Tale evenienza è più probabile nei figli di genitori miopi e fortemente miopi. Oltre l’adeguata correzione ottica, ed eventualmente l’avvicinamento alla prima lente a contatto, un adeguato apporto vitaminico e di sali minerali è importante per limitare i danni.

 

 NEGLI ANNI SUCCESSIVI E FINO AI 45 ANNI. E sufficiente un controllo l’anno salvo problematiche specifiche e patologie congiuntivali irritative , allergiche od anche infettive. Qualche controllo sarebbe utile anche in caso di distress visivo con l’uso di videoterminali.

DA 45 A 60 ANNI. Una visita ogni tre anni è sufficiente perché l'oculista possa accertare il grado di presbiopia e l'eventuale presenza di cataratta. A questa età va valutata periodicamente la pressione interna dell'occhio per escludere l'insorgere del glaucoma, malattia che causa il progressivo restringimento del campo visi­vo e serie conseguenze per la vista.

 OLTRE 60 ANNI. I controlli vanno fatti ogni anno per valutare l’evoluzione della cataratta e malattie come glaucoma o degenerazione maculare senile.

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