Le correzioni ottiche

LE CORREZIONI POSSIBILI

Gli occhiali e le lenti a contatto sono il metodo più semplice per correggere i difetti rifrattivi.

Gli occhiali permettono di correggere la maggior parte dei difetti rifrattivi, e cioè miopia, astigmatismo, ipermetropia e presbiopia grazie alla loro capacità di focalizzare l’immagine dell'oggetto sul piano retinico. Esistono fondamentalmente due tipi di lenti: negative (divergenti) e positive (convergenti). Le prime, più sottili al centro e più spesse ai lati, si utilizzano per correggere la miopia. Le seconde, più sottili ai bordi e più spesse al centro, per l'ipermetropia. Le lenti negative ten­dono a rimpicciolire l'occhio e le immagi­ni; quelle positive a ingrandirle. Per l'astigmatismo ci si avvale di lenti toriche, ovvero lenti con curvatura diversa a seconda dell’inclinazione.

 

■ LENTI DI VETRO. Il vetro è stato il primo materiale impiegato, fin nei tempi antichi, per la costruzione delle lenti of­talmiche e a lungo è rimasto pressoché l'unico. I vantaggi del vetro sono la purezza, la trasparenza e la qualità ottica, gli svantaggi la pesantezza e la fragilità agli urti.

Il vetro è anche molto più resistente alle abrasioni. Esistono ancora delle miscele di vetro, contenenti tita­nio o lantanio che hanno un potere di rifra­zione (cioè la capacità di deviare la luce) altissimo, e permettono di creare delle lenti a spessore ridottissimo  rispetto a quelle tradizionali.

■ LENTI DI PLASTICA. La plastica è il materiale più diffuso per la realizzazio­ne di lenti oftalmiche, quando si vogliono prodotti leggeri, sottili e in grado di resi­stere agli urti senza rompersi pur mante­nendo una buona qualità ottica. Pur sottoposte a trattamento indurente ed antigraffio, con facilità tendono a rovinarsi in superficie causa polvere i granellini presenti spesso negli accessori per la pulizia.

La tecnologia ha permesso di sviluppare nuovi materiali come il policarbonato che rappresenta al momento il materiale più usato grazie alla sua resistenza agli urti.

 

LENTI BIFOCALI. Vengono così chiamate perché presentano due zone differenti: una superiore, normalmente più ampia, che permette di vedere bene gli oggetti lontani, mentre quella inferio­re, chiamata lunetta, viene utilizzata per la visione da vicino. Queste lenti, nate per i presbiti, hanno un marcato effetto antiestetico e creano un fastidioso salto d’immagine che interrompe la visione  per un istante causa uno sdoppiamento d’immagine ed un senso di affaticamento visivo. Un tempo molto diffuse, queste lenti sono sempre più frequentemente sostituite dalle lenti multifocali, o progressive.

 

 

 

LE LENTI A CONTATTO:

Gran parte dei disturbi, anche estetici, legate agli occhiali, trovano la loro soluzione nelle lenti a contatto.  L'aspetto naturale del viso,   lo svolgi­mento anche di quelle attività, come lo sport, in cui gli occhiali possono creare problemi, hanno creato i presupposti per una loro rapida diffusione nella popolazione. In più, non alterano le immagini (le lasciano nelle loro dimensioni reali) e migliorano la visione spaziale, grazie alla possibilità di un più ampio campo visivo, altrimenti ridotto dai limiti posti dall'am­piezza della montatura dell'occhiale.

Nate per la correzione della miopia medio-lieve, successivamente sono state  utilizzate anche per correggere miopie elevate, e iperme-tropia ed astigmatismo. Esistono poi lenti a contatto particolari dedicate  a chi soffre di albinismo, di aniridia (assenza dell'iride), di colobomi (malfor­mazioni) iridei, di midriasi fissa (eccessiva dilatazione della pupilla) oltre che delle lenti a funzione solamente estetica che permette di variare il colore dell’iride. Si dividono in due categorie:

■ LENTI MORBIDE. Sono le lenti più diffuse nel mondo grazie alla loro facilità di applicazione ed alla tolleranza. Dedicate a persone dinamiche e sportive, permettono di correggere tutti i difetti visivi ma necessitano di pazienti con una buona lacrimazione sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo. Una corretta igiene delle mani, l’uso di prodotti per la detersione e la rimozione durante le ore di sonno rappresentano le regole fondamentali per un buon portatore di lenti a contatto morbide.

LE LENTI SEMIRIGIDE. Dal punto di vista storico sono state le prime lenti a contatto cedendo poi il posto alle lenti morbide grazie alla loro tolleranza sicuramente maggiore. Attualmente le lenti semi­rigide sono consigliate soprattutto ai pa­zienti affetti da cheratocono, per la loro capacità di correzione dei difetti irrego­lari della curvatura della cornea. Sono indicate ancora in tutti gli astigmatismi irregolari, nell'ortocheratologia notturna (uso not­turno di lenti a contatto, per correggere alcuni difetti refrettivi lievi).

 

 

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